venerdì 5 marzo 2010

Scagliare pietre

Eccomi qua, di nuovo.
E' passato un pò di tempo. L'ultimo post, seguito dal silenzio, avrà fatto pensare ad un mio suicidio, ma purtroppo per voi, o lettori (e mi chiedo se non sto parlando al vuoto) sono vivo e vegeto.
Vi ho lasciato con una crisi in corso. La crisi se n'è andata, ma so' che potrà riaffiorare a momenti. La cosa comunque non mi spaventa. Sono pronto ad affrontare tutto.
Sono successe molte cose in questi giorni. Ho assistito ad un concerto di Morgan, al centro di mille polemiche a causa della sua dichiarazione sull'uso del crack, ed è stato un'esperienza meravigliosa. Gli ho anche stretto la mano e quando l'ho congratulato per aver suonato un brano di Piero Ciampi (un cantautore livornese vissuto e morto in povertà negli anni 70) lui mi ha sorriso ed il suo sorriso era quello di un bimbo. Strano vedere il sorriso e lo sguardo di un bambino in un quarantenne. Sembra quasi irreale.
Ho conosciuto una ragazza, con cui ho stabilito un rapporto di amicizia piuttosto "intimo".
E' molto bella, occhi e capelli scuri, formosa, con uno splendido sorriso. Abbiamo parlato molto io e lei. Mi ha parlato dei suoi problemi e dei suoi dubbi. Mi ha detto cose di lei che ben pochi sanno. Alcune le so solo io. Tranquilla, il tuo segreto è al sicuro.
Parlare con lei è stato utile e bello. Utile perché i suoi problemi sono anche i miei problemi e la conversazione mi è stata d'aiuto. Bello perché ho avuto un contatto emotivo molto forte con un altro essere umano. Abbiamo dibattuto inoltre su questioni più "alte" come la politica, l'uomo, la religione e la filosofia ma abbiamo solo toccato la punta dell'iceberg, anche in questo senso. Ci sono molte cose di cui dobbiamo parlare.
Ma alla base di questa uscita dalla crisi c'è ben altro. Certo tutto questo è stato importante, ma la vera rivelazione è venuta il giorno dopo aver scritto il mio ultimo post. Non è stata una rivelazione immediata ma graduale. Mi ha folgorato ad Empoli, al Centro Sociale Intifada. Ero là con un mio amico che aveva saputo che c'era una serata Hip Hop. Il posto era piccolo e piuttosto pulito, al contrario di altri centri sociali. Le esibizioni sono iniziate alle 11 circa. Si sono succeduti vari rapper, tutti piuttosto bravi. Poi è arrivato il turno di Don Diegoh, un rapper molto giovane di Crotone. Non lo conoscevo ma non mi ci è voluto molto per scatenarmi. I suoi pezzi erano trascinanti, pieni d'emozione, molto intelligenti e per niente banali. Alla fine del concerto ci ho parlato un minuto e mi ha detto che si era laureato in filosofia a Cosenza, dopo che io gli avevo fatto i complimenti per le citazioni filosofiche contenute nei brani. Anche io studio Filosofia e quindi la cosa mi ha fatto molto piacere. Ho subito radunato gli spiccioli che avevo sparsi tra tasche e portafogli e ho comprato il suo secondo album Double Deck. Dopo che ci siamo massacrati col Dj Set, siamo saliti in macchina e ci siamo ascoltati tutto il CD. Inutile dire che è fantastico, pieno di canzoni molto belle e profonde, spesso toccanti.
Sono tornato a casa alle 5 del mattino. Dentro la mia testa stava succedendo qualcosa. Entrato in casa, Atena, la mia gatta dalla coda mozza (l'abbiamo trovata così e la sua sembra la coda di un coniglio) mi osserva assonnata e sbadiglia.
Mangio qualcosa, mi fumo un drum e salgo in camera. Mi sdraio sul letto, afferro una penna e un pezzo di cartone e inizio a scrivere. Le rime si affollano nella testa, ma non ci metto molto ad organizzarle. Poi la stanchezza cala su di me. Credo di essermi addormentato con il sorriso sulle labbra.
Ho continuato a scrivere. Rime su rime. Non ho completato nessun testo, a parte un pezzo spoken word composto quasi di getto stasera. Sono soddisfatto del risultato, di solito non mi capita con ciò che scrivo. Mi è arrivato dal cuore, quasi un'ispirazione divina.
Ecco, io sono uscito dalla crisi così: a colpi di Hip Hop, rime su rime.
Canto già in un gruppo rock e di certo non oserei mai mettere in dubbio né ciò che faccio con loro né il mio amore per la musica in generale, a prescindere dai generi, ma scoprire l'Hip Hop, quello vero, quello di 2 Pac, Run DMC, Beastie Boys, Kaos, Danno, Brokenspeakerz, Grandmaster Flash, Immortal Technique e Saul Williams (se non conoscete gli ultimi due, cercateli) è stato come vivere un'epifania. Ho capito l'importanza di questo genere, inquinato purtroppo dagli stereotipi "Gangsta" e decerebrati architettati ad arte da TV e case discografiche. Sono riuscito a sentire la passione e la forza che sta dietro le rime. Non importa quale sia il beat, ma le parole. Anzi no, neanche le parole. E' l'insieme: il ritmo, il flow, il messaggio. L'amore per la musica, qui espressa in una forma molto vicina al primordiale, vista non come mero passatempo o modo per guadagnare ma come un'elevazione dello spirito, una delle più grandi, se non la più grande, forma di comunicazione, un antidoto a molti mali. Dai neri poveri dei ghetti ai rapper di oggi, tutti hanno rimato, hanno espresso le loro idee, le loro emozioni, il loro infinito amore per la musica. Tutti hanno scagliato pietre, nella speranza che qualcuno se ne accorgesse. Beh io me ne sono accorto.
Ora tocca a me scagliare pietre.

1 commento:

DolceNera ha detto...

;)


Ti voglio bene, Dolcissimo.

-Anche se sei uno stronzetto stonato radical chic-.


L'importante è farsi del bene, sempre. In qualsiasi modo e forma.





(L)