lunedì 8 marzo 2010

I cast a philosopher’s stone

As I speak to you now the voice of God is fading away behind clouds of grey mist ridden with evil intoxicating fumes decorated with gloom announcing incoming doom and boom goes the gun killing another son of Man generated by the land of freedom tamed the eagle of freedom slained by the germs contained in the liver of Promotheus chained to the mountains of despair to repair to the damage he had done when he stole the fire of knowledge from the gods therefore being the equivalent of the Great Adversary unmercifully plunged into the depths of hell and you can tell that Pandora with her box may also have picked up the apple of right and wrong under the name of Eve so believe that the downward cross sometimes turns upwards to hide and evil is just another side of the coin of good award for centuries of suffering and martyrdom that blackened the dome of the sky curved spine of God himself and that the pyramid invisible seems to be invincibile when you think its dead its head regenerates and triplicates it is the the Hydra with eyes filled with hate and hopes it ate and made peoples emigrate in search for a better faith and ate the food from starvers plates and bombs detonate but know this son it is not too late so transmutate the imposed trance into dance the sound of streets into the rhythm of uplifting beats and reach the tallest branches of trees turn lies into truth eye that spies into eye third the teachings of Trismegistus into wisdom to be shared by mankind evolved and revolve around the deciphering of forbidden knowledge showing the honest truth to our disillusioned youth as a cure to the illness of the soul and recompose the fragments in one whole as you new world will dawn though not a planet of few kings and many pawns but One where we can show that men need no control where tiranny will fall all for one and one for all and our spirits will climb tall and re join the Cosmos with joy and know that brother should not kill brother nor bother with stealing cheating murdering and war but answer the call of constellations free numbers in an unbound equation sounds in a simphony composed of notes carved by infinity and our hearts will experience a new verginity in unity and flames will not harm but aflame our inner divinity unlike the fire that burned and turned Bruno’s body to ashes yet that same inhumane pyre made his voice rise higher and his message crashes straight into our Collective Consciousness and with omniescence reverberates like the holy words of Blake so raise your stakes higher to better aspire to a greater desire than crawl in a mire where unpunished is a liar and punished is the lowest buyer where dreams are sold stories untold and demise unfolds under the eye of he who beholds the revelation entering our world through a rhymed conjuration like a hammer shattering indoctrination a slammer raving verses withouth a microphone in the midst of a rave yet sage enough to know that this the only occasion we have to react against pre-determined facts and act as a unique body instead of single cells disembodied there are many things to tell to all our fellow men out there filled with despair like a hare chased by wild hounds and during its escape it cannot take a moment to stop and admire the rivers and the grass green hair of our Mother crowned by dew but instead treads on broken glass bleeding hoping that the battle for life he will not loose I say do not hand in you lives to the hands of a selected few so hereby I declare: blacks whites and jews muslims asians and natives americans too all commune there is no race no inferior or superior gender no time but infinite space and infinite present a gift that was sent by God and returned to the sender in favour of conventions and a reality in one dimension please pay attention to all who speak and your intellect will reach a higher peak and seek for answers that will kill this consuming cancer and make us experience a new infancy and estabilish a legacy of love like the love that’s behind these rhymes when truth to me was shown when the light in me shone in hope of the glad day to dawn I cast a philosphers stone and I now wait for the dove to return home.

venerdì 5 marzo 2010

Scagliare pietre

Eccomi qua, di nuovo.
E' passato un pò di tempo. L'ultimo post, seguito dal silenzio, avrà fatto pensare ad un mio suicidio, ma purtroppo per voi, o lettori (e mi chiedo se non sto parlando al vuoto) sono vivo e vegeto.
Vi ho lasciato con una crisi in corso. La crisi se n'è andata, ma so' che potrà riaffiorare a momenti. La cosa comunque non mi spaventa. Sono pronto ad affrontare tutto.
Sono successe molte cose in questi giorni. Ho assistito ad un concerto di Morgan, al centro di mille polemiche a causa della sua dichiarazione sull'uso del crack, ed è stato un'esperienza meravigliosa. Gli ho anche stretto la mano e quando l'ho congratulato per aver suonato un brano di Piero Ciampi (un cantautore livornese vissuto e morto in povertà negli anni 70) lui mi ha sorriso ed il suo sorriso era quello di un bimbo. Strano vedere il sorriso e lo sguardo di un bambino in un quarantenne. Sembra quasi irreale.
Ho conosciuto una ragazza, con cui ho stabilito un rapporto di amicizia piuttosto "intimo".
E' molto bella, occhi e capelli scuri, formosa, con uno splendido sorriso. Abbiamo parlato molto io e lei. Mi ha parlato dei suoi problemi e dei suoi dubbi. Mi ha detto cose di lei che ben pochi sanno. Alcune le so solo io. Tranquilla, il tuo segreto è al sicuro.
Parlare con lei è stato utile e bello. Utile perché i suoi problemi sono anche i miei problemi e la conversazione mi è stata d'aiuto. Bello perché ho avuto un contatto emotivo molto forte con un altro essere umano. Abbiamo dibattuto inoltre su questioni più "alte" come la politica, l'uomo, la religione e la filosofia ma abbiamo solo toccato la punta dell'iceberg, anche in questo senso. Ci sono molte cose di cui dobbiamo parlare.
Ma alla base di questa uscita dalla crisi c'è ben altro. Certo tutto questo è stato importante, ma la vera rivelazione è venuta il giorno dopo aver scritto il mio ultimo post. Non è stata una rivelazione immediata ma graduale. Mi ha folgorato ad Empoli, al Centro Sociale Intifada. Ero là con un mio amico che aveva saputo che c'era una serata Hip Hop. Il posto era piccolo e piuttosto pulito, al contrario di altri centri sociali. Le esibizioni sono iniziate alle 11 circa. Si sono succeduti vari rapper, tutti piuttosto bravi. Poi è arrivato il turno di Don Diegoh, un rapper molto giovane di Crotone. Non lo conoscevo ma non mi ci è voluto molto per scatenarmi. I suoi pezzi erano trascinanti, pieni d'emozione, molto intelligenti e per niente banali. Alla fine del concerto ci ho parlato un minuto e mi ha detto che si era laureato in filosofia a Cosenza, dopo che io gli avevo fatto i complimenti per le citazioni filosofiche contenute nei brani. Anche io studio Filosofia e quindi la cosa mi ha fatto molto piacere. Ho subito radunato gli spiccioli che avevo sparsi tra tasche e portafogli e ho comprato il suo secondo album Double Deck. Dopo che ci siamo massacrati col Dj Set, siamo saliti in macchina e ci siamo ascoltati tutto il CD. Inutile dire che è fantastico, pieno di canzoni molto belle e profonde, spesso toccanti.
Sono tornato a casa alle 5 del mattino. Dentro la mia testa stava succedendo qualcosa. Entrato in casa, Atena, la mia gatta dalla coda mozza (l'abbiamo trovata così e la sua sembra la coda di un coniglio) mi osserva assonnata e sbadiglia.
Mangio qualcosa, mi fumo un drum e salgo in camera. Mi sdraio sul letto, afferro una penna e un pezzo di cartone e inizio a scrivere. Le rime si affollano nella testa, ma non ci metto molto ad organizzarle. Poi la stanchezza cala su di me. Credo di essermi addormentato con il sorriso sulle labbra.
Ho continuato a scrivere. Rime su rime. Non ho completato nessun testo, a parte un pezzo spoken word composto quasi di getto stasera. Sono soddisfatto del risultato, di solito non mi capita con ciò che scrivo. Mi è arrivato dal cuore, quasi un'ispirazione divina.
Ecco, io sono uscito dalla crisi così: a colpi di Hip Hop, rime su rime.
Canto già in un gruppo rock e di certo non oserei mai mettere in dubbio né ciò che faccio con loro né il mio amore per la musica in generale, a prescindere dai generi, ma scoprire l'Hip Hop, quello vero, quello di 2 Pac, Run DMC, Beastie Boys, Kaos, Danno, Brokenspeakerz, Grandmaster Flash, Immortal Technique e Saul Williams (se non conoscete gli ultimi due, cercateli) è stato come vivere un'epifania. Ho capito l'importanza di questo genere, inquinato purtroppo dagli stereotipi "Gangsta" e decerebrati architettati ad arte da TV e case discografiche. Sono riuscito a sentire la passione e la forza che sta dietro le rime. Non importa quale sia il beat, ma le parole. Anzi no, neanche le parole. E' l'insieme: il ritmo, il flow, il messaggio. L'amore per la musica, qui espressa in una forma molto vicina al primordiale, vista non come mero passatempo o modo per guadagnare ma come un'elevazione dello spirito, una delle più grandi, se non la più grande, forma di comunicazione, un antidoto a molti mali. Dai neri poveri dei ghetti ai rapper di oggi, tutti hanno rimato, hanno espresso le loro idee, le loro emozioni, il loro infinito amore per la musica. Tutti hanno scagliato pietre, nella speranza che qualcuno se ne accorgesse. Beh io me ne sono accorto.
Ora tocca a me scagliare pietre.